Lockheed Vega 5B da kit Dora Wings in scala1/48

Figura Iconica nella storia dell'Aviazione, Amelia Earhart è divenuta nota anche dei non addetti ai lavori per il suo inserimento nella sceneggiatura del film Una notte al Museo 2. Vediamo come il nostro Marco Rondinelli ha eseguito il modello del suo aeroplano da record, il Lockheed Vega.

Modello, testo e foto di Marco Rondinelli

Il Lockheed Vega era un monomotore di linea ad ala alta prodotto dall'azienda statunitenseLockheed Aircraft Limited alla fine degli anni venti.

All’epoca, oltre ad avere ottime caratteristiche tecniche e prestazioni, possedeva un aspetto particolarmente moderno ed aerodinamico, caratteristiche che gli consentirono di essere scelto da numerosi piloti per il raggiungimento di primati. Questa scatola della Dora Wings in scala 1/48 propone infatti l’esemplare utilizzato dall’aviatrice statunitense Amelia Earhart per volare in solitaria sull’Oceano Atlantico, prima donna al mondo in assoluto a compiere tale impresa.

Lady Lindy, come veniva soprannominata, partì il 20 maggio 1932 con il suo Lockheed Vega, impiegando 14 ore e 56 minuti per volare da Harbour Grace, Newfoundland, a Londonderry nell’Irlanda del Nord, dove fu costretta ad atterrare anticipatamente rispetto alla meta che era Parigi, in seguito a dei problemi.

Il kit è uno shortrun che contiene 172 parti in plastica e 11 fotoincisioni; i pezzi necessitano di un po' di rifiniture prima di essere montati e, non essendoci punti di guida, è necessario prestare particolare attenzione all’allineamento degli stessi durante il montaggio.

Il cockpit si presenta abbastanza dettagliato e per esso vengono fornite anche le cinture del sedile fotoincise; per il pannello strumenti è prevista una decal, anche se nel mio caso ho preferito dipingerli a mano.

Per il montaggio, ho verniciato gli interni della fusoliera e preparato e dipinto tutti i pezzi che vanno al suo interno, insieme al finestrino laterale, prima di chiuderla.

Per gli interni ho effettuato un weathering un po' diverso dal solito, utilizzando questa volta le matite acquerellabili della AK Interactive per provarle e devo dire che il risultato mi è piaciuto molto, avendo potuto tracciare facilmente delle striature e colature di sporco, insieme anche a leggere scrostature, nei vari punti maggiormente soggetti ad usura.

Nel frattempo ho preparato anche il motore con il relativo cofano, prestando attenzione e pazienza nello staccare i pezzi dello stesso dallo stampo. Il risultato finale è molto buono e i dettagli saranno ben visibili dall’esterno subito dietro l’elica.

In generale è stato necessario effettuare delle regolazioni con cutter e lime per poter incastrare correttamente i pezzi della fusoliera per poi chiuderla correttamente. Le prove a secco sono fondamentali.

A questo punto si può procedere con il montaggio dei piani di coda e delle ali, che hanno richiesto un po' di lavoro di stuccatura e lisciatura. Esse contengono diversi particolari, dalle luci a fotoincisioni presenti sul dorso, che ho preferito montare verso la fine della costruzione.

L’unione delle ali alla fusoliera richiede attenzione e consiglio di effettuare delle prove a secco con il canopy, per il quale il kit fornisce delle comode mascherine per la colorazione, che sarebbe meglio già inserire in questa fase per stuccarlo al meglio dopo il posizionamento. Le zone ali/fusoliera e canopy/fusoliera richiedono quindi un po' di stuccature e lisciature, dopodiché il montaggio dei componenti principali è praticamente ultimato con il carrello di atterraggio. Prima di spruzzare il primer, ho passato la carta abrasiva grana 2000 su tutta la superficie del modello per eliminare alcune imperfezioni di stampaggio presenti sulle superfici; ho così verniciato il primer e verificato inoltre la bontà delle varie giunzioni, in alcuni casi un po' riprese e migliorate.

Successivamente ho iniziato la colorazione del rosso su tutto il modello che ho in seguito lucidato a dovere per prepararlo alla posa delle decals. Quest’ultime sono di buona qualità e non ho avuto difficoltà nel loro utilizzo, aiutandomi comunque con liquido ammorbidente per meglio stenderle sulla superficie del modello.

Per quanto riguarda il weathering ho effettuato solo delle leggere ombreggiature e sporcature, essendo il velivolo vero abbastanza pulito e lucidato. In particolare ho sporcato la zona scarichi e laddove lo sporco tende maggiormente ad accumularsi, ad esempio nella zona del carrello d’atterraggio.

Dopo questa fase, ho steso un ulteriore strato di lucido che è servito sia come protettivo sigillante per le decals sia come finitura finale. Poi ho iniziato a posizionare gli ultimi pezzi, come l’elica, il portello lasciato aperto, le luci, ed i vari dettagli più piccoli che ho dipinto a pennello.

Infine, ho rimosso la mascheratura del canopy e ho realizzato i cavi che vanno dalla fusoliera alla coda.

Il montaggio è stato impegnativo, ma alla fine il modello rende molto bene tutto il fascino particolare del “Little Red Bus”, come Amelia stessa lo definì.

La mia recensione del kit con le varie fasi della costruzione, sono pubblicate nel numero di Settembre 2020 della rivista Scale Aviation Modeller International.

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