Gotha 242 - Regia Aeronautica estate 1943 - da kit Italeri cat. no. 111

  

go.242 Posto sul mercato nel 1974 dalla allora Italaerei, il kit dell'aliante tedesco Gotha 242 è un tipico modello del migliore made in Italy dell'epoca, ancora oggi però degno di attenzione: la stessa ditta bolognese, adesso Italeri, lo ripropone invariato nell'ambito della sua gamma Vintage Collection , in edizione limitata e confezioni numerate. Un kit che con una semplice aggiunta alle decals contenute nella confezione, può anche essere utilizzato per realizzare un aliante in servizio nella Regia Aeronautica nell'estate del 1943 .

Testo, modello e foto di Gabriele Luciani

 

go.242 1

 

Il trattato di pace imposto alla Germania dopo la sconfitta nella 1° guerra mondiale, sottoponeva a pensantissime limitazioni le forze armate tedesche: queste, nel tentativo di eludere tali clausole vessatorie, escogitarono diversi ed astuti sotterfugi, già nel corso degli anni venti. L'aeronautica diede pure un congruo sviluppo al volo a vela, aggirando così anche il divieto di non poter acquisire, oltre un determinato quantitativo, velivoli a motore come letteralmente prescritto dalle potenze vincitrici, ...Queste attività, formalmente "sportive", nascondevano in realtà dei programmi di reclutamento e di addestramento di nuove leve di piloti militari, attività che con l'avvento del nazismo nel 1933 ebbero maggiore impulso anche per via delle mire espansionistiche del regime hitleriano. A tutto ciò si aggiunsero altre esigenze dovute alle innovative direttive tattiche studiate dai responsabili militari tedeschi per superare e/o conquistare con audaci colpi di mano, le diverse linee fortificate belghe e francesi che erano state realizzate in prossimità dei confini con la Germania: queste necessità portarono alla nascita nell'ambito della Luftwaffe di reparti di paracadutisti che oltre ad essere lanciati dietro gli schieramenti avversari, dovevano essere direttamente trasportati sul punto d'azione senza essere dispersi ma mantenuti in formazioni minori (a livello di squadre o plotoni). In un epoca in cui l'elicottero muoveva i primissimi passi e gli aerei da trasporto truppe non potevano certo atterrare in spazi ridotti, già ai primi degli anni 30 si pensò di realizzare un aliante da assalto, sfruttando in pieno le possibilità che questo mezzo poteva offrire in termini di sorpresa e appunto di brevi spazi d'atterraggio. Il risultato fu l'aliante DFS-230 capace di portare 9 uomini equipaggiati, utilizzato dopo anni di addestramenti mirati del personale, per le più note azioni di truppe aerotrasportate come la conquista nel 1940 del forte belga di Eben-Emael o quella dell'isola di Creta nel 1941. I successi riportati con gli alianti d'assalto e la buona disponibilità di personale addestrato alla guida degli alianti, indussero i responsabili del Ministero per l'aviazione del Reich a sviluppare ulteriormente questo tipo di aeromobile, arrivando alla realizzazione di un mezzo più capiente ovvero un Lastensegler, aliante da carico, affidandone al costruzione alla ditta GWF (Gothaer Waggonfabrikn A.G., ovvero la fabbrica che realizzò durante la prima guerra mondiale dei famosi bombardieri pesanti): nella primavera del 1941 volarono i prototipi del Gotha Go.242 di cui, stante la evidente bontà del progetto, sin dall'autunno del 1940 erano state ordinate su carta preserie (A-0) e prima serie (A-1) . L'architettura di questo aliante era infatti molto funzionale: la fusoliera squadrata era molto aerodinamica ed era particolarmente capiente per la categoria; inoltre la parte terminale della stessa fusoliera si poteva ribaltare verso l'alto per consentire rapide operazioni di carico-scarico, grazie anche all'adozione di due travi di coda inserite nel bordo d'uscita dell'ala, posta molto in alto in fusoliera. Una impostazione tanto avveniristica che ha avuto anni dopo degli illustri imitatori, basti pensare al famoso C.119 statunitense ! Il Go.242 si rivelò un successo come velivolo da trasporto: ne vennero realizzati 1528 esemplari in varie serie progressivamente evolute con migliorie tecniche; 133 (della serie B) alianti vennero anche motorizzati con motori prede belliche di provenienza francese, ricevendo la denominazione Go.244, anche se nel corso della loro utilizzione, per via della scarsa potenza dei motori,  questi velivoli non diedero un buon risultato e presto furono relegati a compiti addestrativi.

 

 

go.242 sud Italia

 

I Gotha 242 furono diffusissimi nei reparti della Luftwaffe anche come aerei di supporto ed operarono su tutti i teatri che videro impegnate le FF.AA. tedesche: per ironia della sorte però, questi alianti non vennero impiegati proprio sul fronte per cui erano stati concepiti come l’ invasione dell’Inghilterra . Altra operazione mancata fu lo sbarco su Malta anche se nell’estate del 1942, quando non si arrivò per poco a concretizzare un’operazione congiunta italo-tedesca contro la base inglese, un congruo numero di Go.242 furono dislocati nel meridione d’Italia, pure negli aeroporti salentini che spessissimo venivano utilizzati come basi dalla Luftwaffe: la foto inedita (anche questa è una delle tante primizie che offre Modellismo Salento ai suoi lettori !) che qui viene pubblicata, con in primo piano un Go.242 B 1 , è infatti stata scattata nell’estate nel 1942 molto presubilmente a Galatina o nel tarantino.

go 242  

 

I successi ottenuti dai tedeschi portarono altri belligeranti a produrre ed impiegare alianti in operazioni belliche durante la seconda guerra mondiale: gli anglo-americani lo fecero in tempi brevissimi grazie anche ai loro apparati industriali più evoluti mentre invece in Italia, dove solo dopo i primi mesi del 1941 si pensò a questi aeromobili e sempre per invadere Malta (la così detta esigenza C 3), le officine nazionali svilupparono solo alcuni prototipi che non arrivarono comunque ad essere utilizzati organicamente dalla Regia Aeronautica che aveva solo alcuni alianti sportivi. Stante tale situazione, come già successo per molti altri velivoli di produzione tedesca, fu necessario acquistare venti DFS 230 B-2 e quattro Go.242 A-1, assegnati ad un nuovo reparto , il 1° Nucleo Addestramento Volo Senza Motore, appositamente costituito sulla base piemontese di Cameri. Purtroppo, gli alianti tedeschi furono consegnati solo nel corso del 1943 quando le operazioni dell’Asse non potevano essere più di tipo offensivo e l’attività di volo furono solo quelle inerente l’abilitazione di una quindicina di allievi alla conduzione dei medesimi alianti. I responsabili della Regia Aeronautica inoltre, si resero conto che le ditte costruttrici avevano preteso un prezzo molto superiore a quello praticato alla Luftwaffe per i DFS 230 e i Go.242: nacque per questo un contenzioso che in pratica bloccò i pagamenti e per il solito spirito burocratico italiano, molto attivo anche in tempi di guerra, non si ritenne opportuno di applicare agli alianti le insegne di nazionalità italiane ! Per tutto il periodo di impiego da parte della Regia Aeronautica i venti DFS 230 B-2 e quattro Go.242 A-1 conservarono insegne tedesche, i Gotha anche i codici originari ovvero CH+LI – W.Nr. 959, CH+LJ – W.Nr. 960 , CH+LK – W.Nr. 961 , CH+LL – W.Nr. 962.

ali straniere

 

Le vicende di questi alianti italiani sono note fin dalla metà degli anni 70, quando diverse pubblicazioni, fra tutte la monografia di Nino Arena (La Luftflotte italiana, edita nel 1978 dalla ED.A.I.) si interessarono delle forniture tedesche alla R.A. durante la 2° g.m. . In anni più recenti, il numero 4 della collana di monografie Ali Straniere in Italia, edita dalla Bancarella Aeronautica nel 2005, è stato dedicato alle forniture minori (rispetto a quelle dei caccia Me 109 e tuffatori Ju-87) di velivoli tedeschi, fra cui appunto il Go. 242 A-1: ritengo che questa sola pubblicazione sia   indispensabile ma più che sufficiente per una riproduzione in scala di uno dei quattro Lastensegler italiani, grazie anche all’unico ma buon modello nuovamente presente sul mercato.

cover box Italaerei

Al Salone del Giocattolo di Milano del 1973, la Italaerei dopo la scissione dell’anno prima che generò la Supermodel e la conseguente spartizione degli stampi fino ad allora realizzati, annunciò i suoi programmi con un catalogo che oltre a riproporre alcuni modelli in 1/72 (FIAT BR.20, Ca.313/314, F-84) anticipava le successive uscite ovvero Henschel Hs 126, La 5, Ju.86, Ju 188, Cant. Z 501 e Go.242/244 (questi effettivamente realizzati) S.55X, Cz.506, Su.7 previsti ma mai usciti …La ditta bolognese fra l’altro annunciava il suo esordio nei mezzi in 1/35 con il carro inglese Matilda (mai realizzato) e il Pz.38T Marder III (primo kit realmente uscito), l’M-13-40 (realizzato nel 1973) e il P.40 (uscito trenta anni dopo!) . Il Go.242 non fu il solo modello di aliante annunciato in quanto mesi dopo si venne a sapere del Me 321/323 (impressionante anche in scala 1/72!) cui poi si sarebbero affiancati l’inglese AS-51 Horsa e l’americano Waco CG-4A, tutti prodotti in scla 1/72 e di ottima qualità per l’epoca (ma ancora buoni oggi) , che fecero della ditta italiana l’unica ad avere in produzione una serie così numerosa di kits di alianti, rimasti per anni nei cataloghi a conferma del gradimento tributato loro nel tempo dai modellisti. Il Go.242 uscì nel 1973, caratterizzandosi anche per la presenza nella confezione di un altro modello in 1/72 ovvero quello della Kubelwagen, uno dei tanti carichi che questo aliante poteva trasportare: anche la presenza di questo “gadget” giustamente ben evidenziato nella cover box fu un altro elemento d’attrattiva per gli appassionati (nella immagina la cover box originale degli anni 70 con i segni dei tanti anni trascorsi sugli scaffali del mio magazzino modelli!) .

  pubblicità zeni import

Il kit del Go.242/244 venne ritenuto così innovativo che l'allora distributore italiano della Italaerei, la ditta Zeni-Import di Milano, fece pubblicare a pag. 60 del numero 6 del 1974 del periodico Aerei (la mitica rivista della Delta Editrice leader negli anni 70-80 nel campo della pubblicistica aeronautica) una pubblicità con i  modelli montati del Go.244 e della Kubelwagen, pubblicità poi reiterata sull'ultima  di copertina dei numeri 7,8,9,10-1974 della stessa rivista, questa volta  con dei disegni uno inerente sempre il  Gotha nelle due versioni proposte ed uno del Cant. Z. 501 , altro modello che costituirà una pietra miliare nella storia del modellismo statico italiano. Fra l'altro, sempre sul numero 6-74 di Aerei, il compianto Pietro Tonizzo, allora redattore della rivista ed insiema a Carlo D'Agostino , curatore della sezione Plastimodellismo ("rivista nella rivista") recensiva in termini abbastanza lusinghieri il modello dell'aeromobile tedesco.

storia modellismo

 

Tanto era l'interesse per questo soggetto che anche anni dopo, nel 1978, Storia Modellismo, altra famosa rivista dell'epoca, uscì con un articolo di Giorgio Bignozzi, in due numeri , B.10 e B. 12 con diverse foto dell'aliante e della sua versione motorizzata con piani in scala e profili a colori !!!

scatola revell

 

Un buon prodotto come questo venne sfruttato anche dalla Revell con cui la Italaerei fin dalla metà degli anni 70 aveva raggiunto un accordo di collaborazione; da notare che la cover box del kit come distribuito dalla multinazionale tedesca altro non è che il disegno usato dalla Zeni-Import per la sua campagna pubblicitaria del 1974 ! Nel 2012 la ditta bolognese, oggi Italeri, ha giustamente reimmesso in produzione questo suo kit, in edizione limitata e nell'ambito della serie Vintage Collection, evidenziando che il modello è identico a quello originale uscito nel 1974 ( in effetti dalla sua uscita lo stampo non ha subito migliorie e/o modifiche ) con ogni singola confezione contraddisinta da un ologramma avente un numero progressivo. Naturalmente c'è anche il kit della Kubelwagen ma ci sono alcune variazioni...Sia dalla cover box che molto probabilmente dal foglio decals (io ho montato un kit da me comprato venti anni fa!) sono state eliminate le svastiche che erano presenti dal 1933 al 1945 sui velivoli tedeschi...E' quindi possibile realizzare un Go.242 A 1 con pattini d'atterraggio o un  B 1 con carrello ruotato, oppure un Go.244 B 1, in carico rispettivamente a tre distinti reparti tedeschi (quello del 242 B 1 è la II Staffel dello Schlepp-Gruppe 4), con le decals che oltre alle insegne di nazionalità, svastiche comprese, i vari codici e distintivi di reparto avevano una delle fasce (di colore giallo o bianco) presenti sulla poppa dei velivolo; nel foglio  decals c’era anche un settore con due distinti soggetti per la Kubelwagen.      

 

 go.242

  

Il kit come detto è stato riproposto invariato nei suoi 109 pezzi originali suddivisi in tre telai, uno per le ali, la fusoliera ed i tronchi di coda,  uno per i trasparenti (con il supporto da esposizione che già nel 1974 incominciava a non essere un elemento richiesto dalla maggioranza dei modellisti) , telai che portano pezzi comuni sia all'aliante che alla versione motorizzata, uno per le parti "minori" del Go.242 e il Go.244, con le "stelle" dei motori Gnome-Rhòme 14M che divennero presto oggetti molto ambiti dagli italianofili (con questi pezzi si poteva riprodurre il FIAT A 74 usato sui caccia G.50, FIAT CR.42 e C.200, all'epoca le riproduzioni di questi tre velivoli erano affidate a kit di scarsa qualità...); il telaietto per la Kubelwagen è composto da 17 parti che rammentano molto per qualità il kit della stessa vettura in 1/35 sempre di Italeri e che volendo si può costruire raffigurando anche esso un mezzo italiano (kubelwagen italiana ). 

 

 go.242

 

Il modello è accompagnato dal tipico foglio istruzioni Italaeri ovvero un pieghevole delle dimensioni di due fogli A 3 dove da una parte ci sono storia e schemi di colorazione, dall’altra disegni raffiguranti gli stampi dei due modelli e vengono descritte in quattro fasi la costruzione del Go.242/244 ed in una quella della Kubelwagen. Le istruzioni sono l’unico punto un po’ più debole del modello e vanno attentamente studiate, specie per l’individuazione dei pezzi occorrenti alla versione che si è scelto di riprodurre con il kit, particolarmente per le opzioni dei carrelli o dei pattini d’atterraggio. Sempre per questi ultimi si deve porre attenzione all’esatta ubicazione sotto il ventre della fusoliera dei vai punti di innesto.

 

go.242 posteriore

 

Una delle possibilità offerte dal modello è quella di lasciare mobile la rampa posteriore, possibilità inficiata dal fatto che le pareti interne del modello sono completamente lisce…c’è solo il pavimento del vano di carico mentre nella realtà la fusoliera era costituita da un traliccio di tubi d’acciaio saldati, con gli elementi laterali disposti in modo tale da formare un quadrilatero. Anche se la configurazione offerta dal modello, per la presenza della Kubelwagen, è la “Kraftwagentransport”, degli interni così spogli non sono accettabili…Per di più tutte le poche foto dei quattro alianti della Regia Aeronautica, li mostrano sempre con la rampa abbassata: in effetti l’attività del 1° N.A.V.S.M. a Cameri, furono solo rivolte all’abilitazione del personale al pilotaggio degli alianti in dotazione. Per tutte queste considerazioni ho optato per la costruzione del mio kit del Go.242, che chiaramente non poteva che raffigurare un velivolo italiano (!), con rampa posteriore abbassata…

cabina 242

 

Migliore la situazione della zona piloti: scartati naturalmente le raffigurazioni dei pilotini (altra caratteristica dei modelli dei primi anni 70 ma anche loro presto destinati a scomparire dalle scatole), troviamo dei seggiolini molto belli, un pavimento dove andranno installati i pezzi raffiguranti la strumentazione e la closche; la sola aggiunta delle cinghie di ritegno sarà sufficiente per dare un maggior tocco di realismo, considerando anche che altri due pezzi del modello inerenti la strumentazione di volo andranno installati nell’interno del pezzo trasparente che raffigura l’ampio parabrezza dell’aliante. 

  go 242

 

In generale la costruzione non rileva particolari difficoltà se non la necessità di effettuare qualche piccola stuccatura nelle giunzioni dei pezzi più grossi ed in particolare fra fusoliera e radici alari dove purtroppo la carteggiatura dello stucco andrà ad eliminare uno o due delle costolature di rinforzo presenti proprio sul dorso delle ali e limitrofe alla radice alare. Dovranno essere rifatte con fili di plastica stirata a caldo.

go.242

 

Per avere maggiore libertà nelle fasi della colorazione ho preferito montare la fusoliera senza aggiungervi altro che le porte laterali della fusoliera, ali, tronchi di coda e timoni di coda, rimandando l’aggiunta di tutti i restanti particolari, finestrini inclusi , a colorazione ultimata.

go.242 

 

Per la colorazione esterna ho seguito i colori e lo schema mimetico suggerito dalla monografia n. 4 di Ali Straniere in Italia, ovvero i due verdi RLM 70 e 71 sulle parti superiori di tutto il modello mentre quella inferiore va in celeste RLM 65, usando i nuovi acrilici Italeri rispettivamente 4780,4781 e 4778. Gli interni li ho dipinti con la tinta acrilica Tamiya XF-22 che mi sembra quella che con maggiore esattezza riproduce l’RLM 02 . Seguendo quanto indicato da Giorgio Bignozzi sui citati numeri di Storia Modellismo ho riprodotto lo schema splinter delle superfici superiori senza l’uso di mascherature ma lasciando un poco sfumati fra i vari bordi dei due verdi, tenuto conto anche di come sono molto più sfumate le zone di contatto fra i due verdi ed il celeste in fusoliera e sui travi di coda. Inoltre i due verdi, alla lunga e sotto l’usura degli agenti atmosferici, tendevano progressivamente ad uniformarsi fra loro (vedasi ad es. quanto succedeva con molti degli Ju87 della Regia Aeronautica che sembravamo di un solo colore verde…). In alcune zone ho inoltre applicato i colori verdi con un minimo d’aggiunta di colore bianco per dare un poco di invecchiamento mentre sotto la fusoliera ho passato una leggerissima mano di tensocrom Lifecolor nero: non ho dato ulteriori effetti di invecchiamento sia perché essendo un velivolo in tela l’Ar.242 non aveva chiaramente pannellature da evidenziare, sia perchè gli esemplari italiani sono sempre molto puliti, non avendo neanche qualche segno di sporco sulle superfici inferiori della fusoliera .

 

go.242 ali sotto

Attenzione al fatto che sotto le ali c’erano due fasce in arancione poste verso le estremità. La fascia gialla presente sulla poppa, l’ho riprodotta con l’uso di mascherature . Altro particolare della colorazione sono alcuni telai laterali dell’ampio parabrezza che sono in bianco. Dopo aver terminato la colorazione ho dato una mano di trasparente lucido acrilico sempre Italeri per l’applicazione delle decals.

codici go.242 r.a.


 

Purtroppo i quattro Go.242 della R.A. rimasero con le insegne tedesche : quelle di nazionalità (le Balkenkreuz) si possono prendere dal foglio decals del kit ; per le due svastiche sui piani di coda (Hackenkreuz) va evidenziato che come le insegne di nazionalità, su questi alianti erano più piccole del normale e la loro assenza nella riedizione 2012 del kit potrebbe essere un problema, in quanto reperirle di dimensioni esatte non sarà molto semplice…Per fortuna, nell’edizione 1974 c’erano e le ho potute applicare al mio modello.

 go.242

Ho scelto l’esemplare con di codici CH+LK W.Nr. 961: i codici in fusoliera e quelli sotto le ali li ho ricavate da fogli decals di altri modelli tedeschi che avevo costruito in precedenza; alcune lettere le ho ritagliate e modificate per ottenere quelle che mi servivano e per le dimensioni di questi codici mi sono rifatto anche ad alcuni di quelle contenuti nel kit Italaeri.

 go.242 961

Il numero 961 bianco , presente sui due lati della parte anteriore della fusoliera (a volte è scarsamente visibile nelle foto in quanto è in parte sulla zona celeste della fusoliera), l’ho ricavato dal foglio decals Ba.Fra. inerente i velivoli italiani moderni.

 go.242 anteriore

Terminata la posa delle decals, data una mano di trasparente opaco acrilico Italeri, ho completato la costruzione del modello, assemblando tutte le parti più piccole, compreso il delicato traliccio del carello principale. Per i trasparenti in fusoliera, compreso naturalmente il conetto trasparente caudale, ho utilizzato le parti del kit ad eccezione dei due piccoli trasparenti anteriori che ho ricavato dal Sintaglass della Toffanol. 

go.242

Conclusa la costruzione anche come da scatola, il Go.242 conferma le impressioni positive che suscitò sin dal suo primo apparire nel 1974; la possibilità di finirlo come velivolo italiano è un altro aspetto da non tralasciare anche se dovrà mantenere le insegne tedesche…Sarebbe quindi opportuno inserirlo in un bel diorama con un modello di S.81 sempre della R.A. e pronto per il traino di questo Lastensegler italiano.

 

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