Reims Cessna 172 M Skyhawk II I-ACMX da stampo E.S.C.I. (oggi Italeri) scala 1/48

cessnaUno degli stampi più inconsueti della Ente Scambi Coloniali Internazionali, fu quello dedicato in scala 1/48 al velivolo da turismo Cessna 172M: Italeri lo ha recentemente riedito, inalterato e con nuove decals. Proprio la amplissima diffusione di questo monomotore anche negli aerei club italiani consente di scegliere pure di riprodurre un aereo usato da un sodalizio vicino a casa propria !

Modello testo e foto di Gabriele Luciani

La famiglia di monomotori, quadriposto ad ala alta, per turismo prodotta dalla Cessna è certo una delle più conosciute in tutto, il mondo per via del larghissimo successo di vendite riscontrato dalla stessa famiglia, tanto  che la ditta costruttrice nella sua pubblicità asseriva di  essere la n.1 nel campo dell’aviazione leggera, un fatto certo se non altro nel corso degli anni 70/80 del XX° secolo . Il 172 è il più importante componente di questa famiglia, in quanto molto probabilmente si tratta   del velivolo maggiormente prodotto in assoluto  con ben oltre 43.000 esemplari costruiti fra il 1956 e il 1985 ! Questo aeroplano, proprio per la sua  capillare diffusione quasi planetaria, è ben conosciuto anche dai "non addetti ai lavori", essendo ancora oggi presente ed attivo in tantissimi aeroclub civili, e per  essere stato spesso utilizzato in film e serial televisivi, tanto che un clamoroso episodio avvenuto il 28.5.1987 (ovvero la violazione dello spazio aereo sovietico e l'atterraggio incolume a Mosca addirittura sulla Piazza Rossa da parte di un 172 partito dalla Finlandia ) quasi non ha aggiunto ulteriore notorietà a questo monomotore...

cessna 172

Tanto era diffuso che addirittura l'amministratore delegato della Ente Scambi Coloniali Internazionali, negli anni 70 ed 80, Dino Coppola, era intestatario proprio di un 172M immatricolato nel registro civile della allora Germania Federale ! In effetti Dino Coppola, negli anni di sviluppo e di maggior successo della E.S.C.I. era spessissimo all'estero e molto probabilmente il suo Cessna 172 era usato per questi viaggi di lavoro: fatto sta che, certo per la estrema notorietà del velivolo, nel 1982 la ditta milanese decise di fare, come ebbe modo di scrivere Enzo Maio su Aerei Modellismo 3/1983, presentando il kit, "una deviazione dalla sua linea di soggetti esclusivamente militari, entrando nel settore dell'aviazione civile e ancor più specificatamente nel mondo degli aeroclubs" , realizzando uno stampo in scala 1/48 del Cessna 172M, proposto in due confezioni rispettivamente per la versione terrestre e per quella idrovolante  con scarponi. All'epoca la cover box realizzata dallo stesso Enzo Maio per la versione terrestre riproduceva in primo piano proprio il velivolo D-EEPV di proprietà di Dino Coppola, mentre più indietro veniva illustrata l'alternativa prevista dal foglio decals, ovvero un altro 172M , iscritto però al registro aeronautico civile olandese. Si trattava di opzioni dettate anche da esigenze prettamente commerciali: una per il mercato tedesco da sempre il più redditizio per le imprese modellistiche, l'altra per... "ingolosire" l'importatore olandese della E.S.CI. .  La scelta di porre in vendita un kit di tal genere non era affatto peregrina considerando appunto la popolarità del soggetto ed anche la possibilità di personalizzare il modello con la livrea di un velivolo di un sodalizio aeronautico viciniore alla propria città di residenza. In effetti all'epoca anche io entusiasticamente, dopo aver letto il bell'articolo di Enzo Maio, pensai di poter utilizzare il modello per raffigurare un Cessna dell'Aero Club che in quegli anni era attivo sull'aeroporto   di Lepore San Cataldo, scoprendo solo dopo aver comprato il kit che i velivoli presenti sul sedime leccese e che avevo pure fotografato alcuni anni prima, erano in realtà due modelli della serie, esternamente molto più piccoli dei 172... Riposi così in attesa di una alternativa, la scatola in mezzo alle altre del mio magazzino, dandogli successivamente  ogni tanto una occhiata, anche per ricordare i momenti più esaltati di una storica ditta modellistica italiana, vittima della crisi degli hobby di fine anni 80, tanto che, fra cambi di gestione e vicissitudini varie, vivacchiò stentatamente per tutti gli anni 90, chiudendo definitivamente la sua esistenza nel 2001. Dal 2003 per fortuna il 90% degli stampi della  E.S.C.I. sono presso gli stabilimenti della Italeri che nel tempo ha reimmesso sul mercato diversi di questi kit, sia pure senza modifiche, ma con fogli decals di qualità molto superiore, differenti e più articolati di quelli originali. Nel 2016 è stato il turno del Cessna 172 versione terrestre, riproposto inalterato ma appunto con un nuovo foglio decals. Appreso della riedizione, pensai finalmente fosse giunto il tempo di mettere mano al kit che già avevo ma la voglia di personalizzarlo riproducendo un velivolo se non salentino almeno pugliese non mi era passata; facendo un pò di ricerca in rete, ho scoperto casualmente che nel Salento c'è una scuola di volo che, presso il suo aeroporto, ha a disposizione anche un 172 M di cui ha messo delle foto in internet. Si tratta dell'esemplare con i codici I-ACMX, che, dal link http://raciweb.altervista.org/registro.php?marche=I-ACMX  , risulta essere un modello 172 M, numero di costruzione 172-67500, prodotto nel 1976, che dal 1991 al 2012 era di proprietà dell'Aero Club di Milano (aeroporto di Bresso), e che dal 2013 è nel Salento. In pratica, avendo l'occasione per mettere in pratica il..."suggerimento" di Enzo Maio e contando sulla competente collaborazione di un amico per la realizzazione delle decals riproducenti i codici e i motivi in fusoliera del velivolo, ho finalmente assemblato il kit. 

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Come detto lo stampo è stato riproposto pari pari da Italeri, con la modifica del foglio decals che adesso, oltre all'esemplare atterrato sulla Piazza Rossa il 28.5.1987, prende in considerazione due altri esemplari ma militarizzati, uno irlandese ed uno croato. Il kit è sempre composto da una settantina di pezzi, con un dettaglio superficiale esterno realizzato con una evidente bullonatura che però bene o male rispecchia la realtà del velivolo; le varie pannellature sono incise forse un pochino troppo; forme e dimensioni del vero Cessna 172 sembrano ben rispettate; non ci sono parti mobili per le ali o sportelli da aprire, anche se l'interno della cabina di pilotaggio è ben "riempito" dai pezzi del kit, fatto questo molto positivo considerando le diverse finestre del velivolo e l'ampio parabrezza. Il pannello strumenti è però sempre riprodotto con una decals...

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Per la colorazione degli interni dell'I-ACMX mi sono basato naturalmente sulle foto in rete dello stesso; al tutto ho aggiunto solamente le cinghie dei seggiolini, riprodotte usando della semplice carta stagnola poi dipinta di nero. Per il vano piloti e passeggeri il kit offre pavimento, paratia del bagagliaio posteriore, cruscotto , volantini, i quattro sedili che hanno la caratteristica di avere gli schienali sperati,  in modo da poterli assemblare un pò mossi. All'interno delle pareti dell'abitacolo c'è in rilievo l'imbottitura in prossimità degli sportelli e dei finestrimi posteriori.

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Sempre per gli interni del velivolo è prevista la riproduzione del motore che ho preferito però non installre: nello spazio rimasto ho così inserito una quantità di piombo tale da zavorrare il modello per farlo stare, una volta assemblato, sui tre carrelli senza ulteriori stampelle o senza essere costretti ad incollarlo su una basetta...

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La chiusura delle due semifusoliere è abbastanza semplice; solo sotto le stesse bisognerà procedere a delle stuccature per far sparire il segno della loro giunzione; altro stucco va usato in prossimità del timone verticale, dalla parte destra della fusoliera. 

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Anche per le ali e i piani di coda orizzontali nessun problema per incollare le parti che rispettivamente li riproducono; invece nell'unione fra ala e fusoliera bisogna stuccare la giunzione fra il tetto della cabina e il pianetto centrale della stessa ala. Altri inconvenienti sorgono al momento di inserire le due mezze lune trasparenti posteriori: all'epoca gli stampisti della E.S.CI. non furono attentissimi e il setto divisorio fra i due trasparenti non segue la curvatura degli stessi trasparenti...Bisogna lavora con attenzione con plasticard e stucco per raccordare il tutto in questa zona. Nulla da rilevare per gli altri trasparenti che invero possono essere montati anche dopo la fase della colorazione . Prima di unire le gambe del carello principale ho ritenuto opportuno rinforzare questi particolari inserendo in etrambi un piccolo pezzetto di filo di rame innestandolo negli spinotti in fusoliera che fungono da radici delle gambe.Non ho usato le carenature aerodinamiche delle tre ruote in quanto l'I-ACMX non le montava al momento delle foto.

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Ho così terminato in poco tempo la costruzione del kit passando alla verniciatura svolta sempre con aerografo : stesa una prima mano di grigio chiaro per evidenziare eventuali problemi di stuccatura, ho passato il bianco opaco su tutte le superfici esterne del kit montato; una volta asciugato il bianco ho dato una mano di trasparente acrilico lucido, questo Cessna è infatti tutto in bianco lucido , soltanto l'elica è in nero con l'ogiva in alluminio. Trattandosi di un velivolo civile, credo sia poi ultroneo pensare di riprodurre tracce di sporco,  lumeggiature o ombreggiature varie, basta guardare le foto del velivolo reale...

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Un passaggio importante di tutta la costruzione è la riproduzione delle scritte e dei motivi grafici che sono presenti in fusoliera: per entrambi ho subito pensato che la soluzione migliore fosse riprodurli tutti con decals anzichè con mascherature varie e, come al solito,  un bravissimo artigiano mi ha risolto brillantemente il problema, realizzandoli in modo perfetto, basandosi solo sulle immagini presenti in rete (e per fortuna, visto che la direzione Scuola proprietaria dell'I-ACMX , con assurdi pretesti inerenti la privacy, non mi ha consentito di avvicinarmi allo stesso velivolo per misurare questi codici e i motivi grafici...).

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Addirittura lo stesso amico mi ha realizzato anche il logo della Cessna presente sulla sommità del timone verticale ! Naturalmente la fusoliera sinistra è speculare di quella destra, ed un volta applicate tutte le decals ho passato una generosa mano di Kcolor U90, ovvero la cera acrilica Future prodotta dalla ditta partenopea. In tutti i passaggi delle vernici sono riusciti ad evitare l'effetto "buccia d'arancio" anche per aver steso sempre mani leggere delle varie vernici usate, sia a smalto che acriliche.

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Ho quindi terminato del tutto l'assemblaggio unendo alcune parti che avevo temporaneamente omesso per essere più libero durante la colorazione, come le due delicate antenne a frusta sul tetto del velivolo, lo scarico del motore, i due predellini d'accesso all'abitacolo, le ruote del carrello e l'elica.

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Anche se in 1/48, il Cessna non è un gigante ma avere finalmente assemblato questo kit riproducendo proprio un velivolo salentino, mi ha dato molta soddisfazione e divertimento, anche nel fotografarlo con i fondali in cartoncino della Noy's Miniature (Modern Hangar set 1/48 #4826). D'altronde, in fin dei conti, non è questo lo spirito più genuino del modellismo statico ?

Gabriele Luciani  

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