Raytheon MIM-23B Hawk - 5° Rgt. Art. E.I. scala 1/35 da kit AFV Club cat. no. AF 35283

HawkIl Raytheon MIM-23 Hawk è stato uno dei sistemi d'arma di produzione statunitense caratterizzato da un più che lusinghiero successo di vendite: missile contra aereo terra-aria, dal 1959 è stato prodotto per quasi quaranta anni e fu in servizio, nella versione con lanciatore su ruote, anche con l'Esercito Italiano. Con il bel kit della AFV Club è possibile, con poche modifiche, riprodurre in scala 1/35  uno di questi complessi con le Stellette al bavero...

Testo, modello e foto di Gabriele Luciani

Dalla fine degli anni cinquanta, decine di eserciti di stati alleati degli USA hanno avuto fra le proprie dotazioni il missile Raytheon MIM-23 Hawk : concepito nella seconda metà degli anni 50, poteva essere utilizzato da rampe di lancio (che avevano tre esemplari di missili per volta) ruotate oppure adattate su mezzi cingolati come una delle ennesime varianti dell'M113; in alcuni paesi questo missile, prodotto in decine di migliaia di esemplari è ancora in servizio, sia pure in versioni ammodernate rispetto a quelle inizialmente realizzate. La guida del missile era homing semi attiva e si potevano ingaggiare velivoli nemici sino ad una distanza di 40 km e fra una altitudine fra i 30 e i 16.000 metri. Gli apparati militari di stati come Giappone, Israele e Norvegia hanno sviluppato in loco ed  autonomamente delle varianti dell'Hawk;  lo stesso missile arrivò sia pure in modo illegale in Iran dopo il 1979  (affare Iran-contra) dove venne modificato per l'uso come missile aria-aria sui superstiti F-14 dell'aviazione della repubblica islamica. Malgrado i vari aggiornamenti, come quelli della variante MIM-23 B con alette di forma leggermente diversa ed un motore più piccolo, a partire dagli anni 80 negli Stati Uniti si è pensato ad una sua sostituzione anche per via del fatto che questo sistema d'arma era composto da tutta una serie di ulteriori apparati oltre alla rampa di lancio che doveva essere messi in comunicazione fra di loro via cavo, un fatto che influiva non poco sulla reale rapidità operativa d'impiego dell'Hawk. Una lunghissima vita operativa è stata poi quella che ha vissuto  il sistema della Raytheon nell'ambito dell'Esercito Italiano dove l'Hawk è adottatto dall'ottobre del 1964 vedendo distribuito al 4°ed al 5° reggimento Artiglieria Missili Contraerei, i cui comandi erano ubicati rispettivamente a Mantova e a Rovigo; i due reparti hanno così assicurato la difesa del nord Italia da attacchi aerei a bassa e a media quota usando l'Hawk sino al  2013 quando è avvenuta la dismissione dello stesso missile in favore del sistema SAMP-T oggi in dotazione al 4° rgt. mentre il 5 grt. è stato disciolto il 26.10.2102. Anche il 24° gr. dell'A.M.I. di base a Latina ha avuto dal 1969 al 1973  delle batterie di Hawk. Comunque, per tutto il periodo del suo impiego italiano , l'Hawk non è  stato coinvolto in lanci reali ma solo in quelli durante le esercitazioni, mentre negli anni 90 batterie di questi missili sono state dispiegate a protezione delle basi aerre italiane impiegate da velivoli coinvolti nelle operazioni di peace keaping sulla ex-Jugoslavia ; negli ultimi anni di servizio le stese batterie sono state utilizzate per garantire la sciurezza di molti eventi che sono accaduti sul territorio mazionale. Il sistema però, proprio per le sue caratteristiche, si prestava molto di più ad un impiego statico presso molti siti disseminati nelle campagne italiane, spesso molto distanti dai contesti urbani, siti che ospitavano non solo le rampe ma tutti i vari sottosistemi che erano affidati a personale di leva fino all'abolizione del relativo servizio: di queste esperienze fatte da molti giovani militari, quasi fossero turni di guardia alle polverie, sono rimasti molti ricordi che in molti casi si sono oggi trasformati in gruppi facebook, in qualche caso assai utili, viste le tante immagini pubblicate nell'ambito di questi gruppi, per una riproduzione in scala di una rampa in servizio con l'E.I. .

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Il sistema missilistico della Raytheon, proprio per via della sua congrua diffusione, non ha lasciato indifferenti i produttori di kits fin dal suo primo apparire:  ad esordire fu la  Renwal con un discreto kit in 1/32 completo anche della postazione radar mobile che accompagnava la rampa ruotata della batteria di tre missili; questo kit fu poi ripreso più volte dalla Revell con diverse confezionature. In 1/35 invece , ed in plastica iniettata, è nel 2017 che esce un pregevole kit della AFV Club (numero di catalogo AF 35283) che si presta bene a raffigurare anche una batteria in servizio con l'E.I. . Il kit della ditta cinese è fatto nel complesso molto bene, con non tantissimi pezzi, esenti da sbavature , semplice da costruire, insomma un prodotto che ti fa ritornare allo spirito del sano modellismo divertente di una volta.

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I telai che compongono il kit sono sette di cui uno, quello contrassegnato dalla lettera a ripetuto 3 volte in quanto ognuno di loro è inerente per lo più ad un esemplare completo del missile Hawk che si può riprodurre nella versione A o nella B , differenti fra loro per la configurazione finale delle quattro alette. Gli stessi  pezzi che raffigurano le alette sono anche la parte più delicata del kit per quanto riguardo i loro terminali filiformi e vanno quindi maneggiati con cura sia durante il distacco dai telai di stampa, sia quando andranno uniti al corpo del missile, operazione delicata in quanto non ci sono incavi di riferimento ma un solo spinotto; per evitare poi di lasciare traccie di fessure fra alette e corpo del missile si dovrà stendere un filino di stucco: si rischia di far saltare tutto con la successiva carteggiatura dello stesso stucco. In pratica però, questo è l'unico aspetto problematico della costruzione del kit ...

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L'elemento principale dela lanciatore, ovvero la sua base è in un pezzo unico, contraddistinto dalla lettera B, cui bisognerà aggiungere solo la piastra inferiore; anche le ruote del lanciatore sono pezzi separati e purtroppo sono in vinile, materiale che richiede sempre una certa cautela; è preferibile usare dei colori acrilici per dipingerle e per le successive fasi del loro invecchiamento. Sono poi presenti dei tubi in gomma che raffigurano i cavi di trasmissione dati del sistema di lancio. Nel kit poi c'è una piccola lastrina di foto incisioni che riproducono alcune griglie del sistema di lancio.

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Il telaio C , oltre alla piastra inferiore della base del lanciatore, ha le riproduzioni delle gambe di appoggio a terra dello stesso, elementi da separare con cura dai telai di stampa, così com molte altre parti più piccole di questo telaio; il kit della AFV Club prevede l'opzione con il lanciatore stabilizzato a terra e quella con il medesimo lanciatore predisposto per il trasporto: questa è la prima scelta che fa vatta durante l'assemblaggio in quanto a seconda della configurazione voluta, cambiano alcuni dei pezzi da utilizzare. Personalmente ritengo che sia preferibile riprodurre il complesso pronto per il lancio dei suoi missili e ho quindi deciso di realizzarlo così.

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L'albero D riporta i pezzi inerenti le tre rampe di lancio ed il telaio di sostegno delle stesse: si devono seguire scrupolosamente le istruzioni per evitare di commettere qualche errore, visto che alcune delle parti si rassomigliano fra di loro mentre hanno tutte una precisa e differente destinazione d'uso.Si pussono montare le tre rampe di lancio ed il telaio di sostegno delle stesse senza incollarli in una posizione fissa, lasciando cioè la possibilità che tutto il complesso possa ruotare sulla base e che le rampe possano essere mosse verticalmente.

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L'ultimo telaio , in due esemplari, completa il kit con particolari diversi quali i cerchioni delle ruote e alcuni componenti delle rampe di lancio.

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Il foglio decals (stampato in Italia e quindi molto probabilmente da Cartograf)  prevede  quattro esemplari di rampe : i primi due sono esemplari statunitensi, il primo del corpo dei Marines durante la prima Guerra del Golfo (bello il contrasto fra il giallo sabbia del lanciatore e i due  verdi scuri dei tre missili), il secondo di un battaglione dell'US Army di base in Florida nei primi anni 60, lanciatore in un classico verde oliva e missili con il corpo in bianco, alette in verde e ogiva in giallo crema ;  terzo esemplare proposto è dell'esercito della Cina Nazionalista, (lanciatore in verde oliva scuro e missili in verde oliva chiaro) ; ultimo esemplare è un sistema antiaereo dell'Aviazione israeliana nel canonico grigio verde dei mezzi dello stato ebraico e con i missili in giallo sabbia ed ogive in grigio. Nel foglio decals si trovano scritte di servizio e di appartenenza delle suddette FF.AA. . Molto chiaro in generale il foglio istruzioni anche se però è un pò carente nell'indicare le differenti versioni dei missili e il relativo abbinamento alle decals proposte.

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La costruzione del kit come ho già anticipato scorre via senza grossi problemi e naturalmente ho usato il kit per riprodurre un complesso in servizio con l'E.I., di una batteria del 5° Reggimento Artiglieria Missili C/A, ubicato in un sito fra le province di Rovigo e Padova, nella versione MIM-23B, basandomi su foto che mi sono state inviate da un componente del gruppo facebook composto da ex militari di leva  sempre del 5° Reggimento.

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La prima fase dell'assemblaggio è quella delle componenti delle tre gambe di forza della base del lanciatore che rammentano tanto quelle del LEM lunare...I pezzi si uniscono bene fra di loro e alla base anche se alla fine il complesso sembra un pò troppo alto rispetto al suolo.

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Quello che differenzia il complesso in questione da quello proposto dal kit in pratica, è la fanaleria prevista dal codice italiano della strada per i rimorchi...Vanno quindi eliminate le riproduzioni dei catarifrangenti circolari sui pezzi E23 del kit, ed aggiunte invece le fanalerie laterali posteriori con le luci per le frecce, di posizione e stop, oltre a due triangoli catarifranngenti, tutti riproducibili con pezzetti di plastica adeguatamente sagomati . 

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Non ricordo altro di rilevante sulla costruzione di questo kit che comunque si completa in poco tempo per passare alla colorazione del complesso di lancio e dei tre missili che è chiaramente opportuno assemblare alle rotaie di lancio a colorazione ultimata. 

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Il lanciatore l'ho dipinto con uno smalto Humbrol 108 che stante il soggetto non ho ritenuto di usurare pesantemente ma anche se queste batterie erano per lo più in basi fisse un pò di invecchiamento sui due pneumatici ho pensato di riprodurlo comunque. Qualche nota di colore sono gli elementi mobili delle rampe di appoggio del lanciatore che vanno in alluminio, l'estintore e i catarifrangenti in rosso, i due piani ribaltabili sul soffitto della base del lanciatore che vanno in grigio scuro . 

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I tre missili delle foto a mia disposizione, havevano una colorazione  in un verde oliva più chiaro che ho riprodotto miscelando fra loro alcuni verdi Humbrol, mentre le tre ogive erano in un grigio medio (Humbrol 27 leggermente schiarito).

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Un particolare interessante era la colorazione in arancione rossatro dell'interno degli scarichi dei missili.

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Terminata la colorazione dei missili, li ho aggiunti senza problemi alle rispettive rampe.

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Ulteriore particolare della "italianizzazione" di questo modello è la targa della rampa, ovvero E.I. 69856 R che ho riprodotto usando il foglio decals Ba.Fra. BA006. Dalle foto non ho notato la presenza di ulteriori distintivi su questo esemplare.

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E così dopo la realizzazione della targa ho terminato la costruzione del modello .

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In conclusione, anche questa volta la AFV Club ha proposto un bel kit , interessante pure per gli appassionati di mezzi moderni dell'Esercito Italiano che possono come   realizzare un esemplare appunto con le Stellette, con pochissimo sforzo.

Gabriele Luciani

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