Tornado F3 Italeri scala 1/48 kit n° 836

Da molti anni in commercio il Tornado italeri continua riscuotere interesse tra gli appasionati di questo velivolo. Abbiamo curiosato dentro la scatola della riedizione 2011 della versione ADV o F3 in scala 1/48 di cui andiamo a scoprire pregi e difetti.

Testo e foto di Silvio Pietropaolo

Si ringrazia Italeri S.p.a. Per aver concesso il kit oggetto dell'articolo.

Qualcuno si chiederà, ma ha ancora un senso parlare del Tornado Italeri, in particolare alla luce delle recenti uscite provenienti dall'estremo oriente? Evidentemente si! Dato che il semplice kit Italeri riesce a catturare meglio di altri le particolari forme di quest'aeroplano che modellisticamente è sempre risultato ostico.

La maledizione del Tornado perseguita tutti i maggiori produttori mondiali di kits. I cinesi ci hanno provato con risultati decisamente discutibili, il vecchio kit Italeri è ancora il più fedele per forme anche se non esente da difetti e con una certa carenza di dettaglio in alcune zone. Per altro il prezzo decisamente più economico rispetto alla concorrenza e il numero limitato di parti da montare ne fanno un prodotto accessibile anche al modellista meno esigente e buona base per realizzare un modello superdettagliato per il modellista più smaliziato.

Il kit Italeri n° 836 del Tornado F3 è stato riedito all'inizio di quest'anno con nuove decals e nuova scatola dedicata a due esemplari F3 Inglesi operativi dall'Arabia Saudita durante la prima Guerra del Golfo e da tre varianti ADV dell'Aeronautica Militare di cui due raffiguranti lo stesso velivolo M.M. 7234 del 21° Gruppo con la colorazione commemorativa con la tigre sulla fusoliera sia così come visto alla presentazione nel 1998 al 53° Stormo presso l'aeroporto di Cameri che dopo la transizione al 36° Stormo a Gioia del Colle nel 1999 dove alcuni fregi della colorazione commemorativa erano stati sostituiti con quelli del nuovo reparto. Completa il foglio un esemplare operativo del XII Gruppo del 36° Stormo sempre di Gioia del Colle.

Sulla scatola e sugli schemi i riferimenti ai colori Italeri Acryl, se disponibili, o il Federal Standard.

Le nuove scatole italeri a cassetto sono molto pratiche permettendo anche di preservare eventuali parti separte per iniziare il montaggio.

I trasparenti come pure le stampate sono confezionate in buste di cellophane. Le parti sono quelle ormai ben note al pubblico dei modellisti, sono ben stampate, con pannellature incise. non tutte le incisioni sono al posto giusto ma in linea di massima sono accettabili e ben profonde tali da permettere ottimi effetti di preombreggaiture e lavaggio per evidenziare le linee dei pannelli. Il tornado Italeri ha dei punti che richiedono un pò di attenzione nell'assemblaggio ma le parti da montare non sono tante e non si rischia l'eccessiva complicazione tipica della concorrenza cinese. Un pò di stucco è richiesto nel montaggio. Alcune parti del kit vanno sicuramente sostituite, tra quelle irrinunciabili sicuramente i seggiolini ed i carrelli. In passato ho utilizzato con buoni risultati e prezzi contenuti i seggiolini Martin Baker MK 10A della Pavla cod. S 48020 ed i carrelli in metallo bianco dell'Aeroclub V 139 A che pur essendo specifici per il Tornado Airfix con qualche adattamento possono essere montati anche sull'Italeri. Da quì in poi la possibilità di miglioria di questo kit è paraticamente illimitata data la disponibilità di aggiunte e superdettagli sia in resina che fotoincise disponibili per i Tornado Italeri nei cataloghi di Pavla, Neomega, Paragon Designs, Verlinden, Aeroclub ecc. di seguito le foto delle ormai notissime stampate.

La vera peculiarità di questo kit sta nel foglio decals. Il foglio è bello, molto ben stampato con finezza di dettagli e colori saturi, in finitura lucida e con bordature sui soggetti quasi inesistenti. Purtroppo, in Italeri, hanno alcune volte dei problemi nell'azzeccare le tonalità di colore giuste. Un vero peccato data l'elevata qualità del file grafico e della stampa realizzata da Cartograph.

Le coccarde non hanno i toni smorzati tipici di quelle dipinte sugli ADV Italiani in cui il rosso diventava quasi rosa ed il verde diventava verdino, fin quì la cosa è risovibile con il foglio dedicato di Italian Kits dal quale andranno comunque prese anche le segnaletiche di colore rosa e non rosso. Ma il problema più grave è dovuto all'errata interpretazione della tonalità del giallo della tigre e dei fregi sulla deriva dove il giallo sole intenso è stato interpretato in stampa con un giallo paglierino che rende il tutto decisamente più sbiadito.

I colori del foglio Italeri, sotto i dettagli da una foto del velivolo reale.

Per altro nella fascia in deriva è sfuggito il filetto bianco tra la banda blu e le fasce tigrate sopra e sotto. (cosa facilmente risolvibile) Di contro il blu delle decals è troppo scuro rispetto al velivolo vero. Purtroppo le sviste sui colori penalizzano proprio le versioni più accattivanti tra quelle proposte. Credo che in questi casi un contatto diretto con i modellisti che spesso collaborano con le ditte potrebbe evitare tali sviste, come pure un contatto con i siti che, come noi, presentano i kits, analizzando preventivamente delle prove di preproduzione si potrebbe facilemente indicare le correzioni affinchè possano essere inserite nella produzione ed evitare questo tipo d'inconveniente.

Spesso i Tornado ADV Italiani utilizzavano serbatoi da 220 gal di tipo convenzionale come quelli usati dalle versioni IDS ed ECR. Il kit fornisce dei serbatoi somiglianti a quelli standard ma più panzuti. ai quali indica di aggiungere due alette in modo da farli somigliare ai così detti "Hindenburg" o "Hindenberger" ad alta capacità tipici degli F 3 Inglesi. Si consiglia di reperire dei serbatoi standard per le versioni italiane o i serbatoi di Pargon Designs in entrambe le versioni. Presto monteremo il modello da potervelo presentare in tutta la sua possanza così come quando nel 2002 ebbi modo di vedere gli ultimi esemplari presso il 36° di Gioia poco tempo prima della loro riconsegna alla Gran Bretagna.

Buon Modellismo Silvio Pietropaolo.

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