G 222 Panda C 27A Chuck kit Italeri 1311

Dopo il bel kit del C 27J "Spartan" Italeri ha rilasciato a fine 2011 anche la scatola per l'Aeritalia G 222 "Panda". Vediamo in dettaglio le caratteristiche di questo kit.

Si ringrazia Italeri S.p.A. per il kit fornito per la recensione

 

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Nel 2002 durante la giornata azzurra sull'Aeroporto di Amendola ebbi la possibilità d'assistere ad esibizioni aeree di grande spettacolarità. F 16, Mig 29, le Red Arrows, ma la cosa sicuramente più impressionante e spettacolare fu sicuramente l'atterraggio in stile portaerei che fu in grado di fare il G 222 del R.S.V. di Pratica di Mare.

Fino ad ottobre scorso per realizzare un modello in scala 1/72 del Panda le uniche alternative erano un kit in plastica vac-u-form della piemontese Challenge Plastic, molto basico e caratterizzato da un assemblaggio quasi impossibile, uscito nella prima metà degli anni 80 e già all'epoca scarsamente diffuso, ed un kit in resina della romana Sky Model, uscito verso la fine degli anni 90, un buon prodotto artigianale ma in resina e quindi molto costoso. Quando, all'inizio del 2011, ci trovammo in mano il kit in plastica iniettata dello Spartan, era chiaro che il già annunciato modello del G 222 non sarebbe tardato. Nella scatola del C 27 J c'erano anche alcune parti che erano tipiche del G 222 tra cui ad esempio le parti per realizzare il poppino semplice tipico del Panda oltre a quelle con i sensori tipiche dei C 27 J full optional (quelli greci ad esempio montano il poppino semplice).

Produrre un nuovo stampo di un soggetto praticamente inedito ha dei costi elevati, questo Italeri lo sapeva bene per cui nel progettare il kit del C 27 J ha tenuto conto di poter anche realizzare il kit del G 222. In effetti le due macchine sono direttamente derivate l'una dall'altra, la cellula è praticamente identica, le differenze esterne più evidenti sono le diverse gondole motori con le eliche:

Gondole ed eliche del C 27 J Spartan

Gondole ed eliche del G 222 Panda

Altra differenza è quella del poppino:

Poppino del C 27 J Spartan

Poppino del G 222

Altre differenze sono sostanziali ma non visibili esternamente. Il carrello anteriore ha delle differenze sulle luci di atterraggio, mentre quello centrale è diverso tra i due velivoli ma nella parte annegata nel pozzetto per cui non visibile.

Naturalmente il G 222 ha un pannello strumenti di tipo analogico mentre il C 27 J lo ha di tipo digitale con display multifunzione.

Per cui se qualcuno pensa ad un kit del G 222 arrangiato dal kit del C 27 J ebbene non è così. Il kit del G 222 Italeri ha tutto quello che serve per farci un bel G 222 non da meno dall'ottimo modello che è stato posiibile tirare fuori dalla scatola del C 27J

Già in passato abbiamo indicato la particolare tecnica costruttiva di questo kit che ha due fusoliere, due gusci, uno interno rifinito dal lato interno ed uno esterno con la fusoliera. Il dettaglio abbiamo gia detto è bello in un buon negativo giustamente inciso. L'unico inspiegabile neo di questo kit è dovuto alla presenza del pannello strumenti con strumentazione digitale anzichè quello con la strumentazione analogica. Le versioni riproducibili sono 4 due italiane (una primo periodo con coccarde grandi e l'altra ultimo periodo con coccarde a bassa visibilita che ha partecipato alle operazioni a Timor Est) e due americane operative in operazioni in america latina. I due velivoli italiani portano la colorazione mimetica in grigio e verde (ma con piccole modifiche si può ricavare anche un monogrigio), mentre i due esemplari americani sono entrambi grigi ma con due toni diversi. Le decals sono molto belle e ben stampate, lucide ed a prova di silvering.

Come già anticipato la parte peculiare del kit sono le stampate delle gondole motori ed eliche che riproducono la diversa configurazione tipica del G 222

Anche in questo caso le gondole sono complete di condotto turbina con presa d'aria e scarico.

Insomma il kit è buono e completo anche se molto probabilmente a causa delle congetture del periodo di ristrettezze economiche, una cosa nella scatola manca ed è un vero peccato dato che l'incidenza sul prezzo sarebbe stata davvero minima. Nella scatola del C 27J era incluso il booklet fotografico che per altro trattava sia il G 222 che il C 27J facendone scoprire molti dettagli e particolari. Un vero peccato dato che avrebbe aiutato molto nella realizzazione del modello come pure è stato molto utile nel fare il confronto tra i due velivoli anche al fine di scrivere questo articolo.

Per concludere un buon kit, abbastanza completo, dettagliato, a cui non manca quasi niente, che non ti sommerge di pezzi inutili e sbagliati e non ti complica troppo la vita nel montaggio. A parte la piccola correzione del diedro alare il montaggio del fratello C 27J è filato liscio come l'olio, ciò mi ha permesso di rimanere riposato e dedicare un pò di energia nell'aggiunta di qualche superdettaglio. Un kit che con un paio di piccole attenzioni in più da parte di Italeri (l'inserimento del manualetto fotografico e l'aggiunta del pannello strumenti analogico) ci avrebbe tranquillamente fatto scrivere "un ottimo kit". Come pure il pensare la possibilità di aggiungere nel kit il piccolo pod trasparente con il faro di segnalazione avrebbe permesso di riprodurre la particolare versione Radiomisure o G 222RM utilizzata dalla nostra A.M. Che venga in futuro? Sicuramente un kit che ci può offrire la possibilità di realizzare un ottimo modello senza arrovellarci troppo il cervello nè complicarci troppo la nostra esistenza modellistica. Di seguito un'estesa galleria fotografica del contenuto della scatola con qualche estratto dal manualetto dal kit del C 27 J che sicuramente ci tornerà utile anche nel montaggio del Panda.

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Buon Modellismo Silvio Pietropaolo





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