Abbiamo rotto la scatola del Tornado IDS scala 1/48 kit Revell 03987

Atteso ormai da tempi immemori dagli appassionati di tutta Europa il Tornado definitivo sarà finalmente arrivato sui tavoli dei modellisti? Vediamo di scoprirlo assieme rompendo la scatola Revell.

Testo e foto di Silvio Pietropaolo

Cari lettori, direte Voi:"Ma perchè tanto atteso? ci stanno altri kit per il Tornado in circolazione nella scala 1/48". Questo è assolutamente vero. In passato ci sono stati Esci ed Airfix, ma stiamo parlando di archeologia modellistica. Poi arrivò l'Italeri nelle tre versioni ed ancora in produzione ed in vendita, modello onesto ma con qualche problema da correggere e carenza di dettaglio. Per cui se ti volevi fare un tornado così, o ci lavoravi sopra sette anni o ti dovevi comprare 200 euro di resine varie spesso scarsamente utilizzabili.

Poi arrivò qualche anno fa il kit Hobbyboss. Grande salto in avanti rispetto all'italeri per dettaglio ma con un pesante errore di forma nella parte anteriore della fusoliera tra abitacolo, parabrezza, vano carello anteriore e radome che ci fece riapprezzare il caro vecchio Italeri che rimane assai utile se si vuole coreggere il kit cinese con un'operazione degna del Doctor Frankenstein con relativo urlo finale: "SI PUO' FAREEE!!!!" di MelBrookhiana memoria.

sezione anteriore fusoliera Italeri innestata su corpo Hobbyboss

Insomma il dilemma del modellista: "Riusciremo mai a veder un Tornado bello, dettagliato, corretto nelle forme?" è rimasto insoluto per tanto tempo.

Quando Revell inserì un tantino anzitempo in catalogo la foto d'anticipazione di un Tornado IDS in scala 1/48 le speranze dei modellisti italiani e non si infervorarono per questa possibile nuova uscita, riponendo nel nuovo kit grandi aspettative anche perchè il Tornado Revell nella scala 1/72 era un bel modello curato e con un bel dettaglio, ma anche per il fatto che le ultime realizzazioni della ditta tedesca si sono sempre distinte per un elevato livello qualitativo, anche se con qualche piccolo errore e/o qualche problema di montaggio, e soprattutto per un rapporto qualità prezzo imbattibile.

In effetti dopo circa un anno di gestazione, a novembre 2013 Revell rilascia per la distribuzione il nuovo Tornado IDS e le aspettative non rimangono deluse. Il nuovo kit si presenta in uno scatolone il cui principale difetto e di non avere il coperchio, contentente ben 12 stampate di cui una in plastica trasparente con 271 pezzi ben stampati in polistirene di buona qualità.

Il foglio decals è disegnato da Shyart molto colorato e completo e ci permette di realizzare l'esemplare commemorativo per celebrare i 50 anni dello JaBoG 33 dell'aviazione tedesca. Il foglio è stampato in italia in modo nitido e con colori vivi e coprenti, non presenta fuori registro ed ha finitura satinata. Pur non essendo al reference standard di Cartograph è comunque di ottima qualità.

Sin dal primo sguardo ci si rende subito conto che forse non siamo d'inanzi al Tornado definitivo ma possiamo dire che questo Tornado Revell ci si avvicina molto. 


L'elevato numero di parti ci permette di riprodurre molti più dettagli rispetto al kit Italeri e con un livello di dettaglio paragonabile all'Hobbyboss. Rispetto al kit cinese, il Tornado Revell non presenta il grossolano errore di forma sul muso d'altro canto ci permette di realizzare le ali a freccia minima e con i flaps e gli slats estratti. Anche i deflettori alari si possono montare in posizione alzata, come pure gli aerofreni e gli inversori di spinta. Vi è anche la possibilità di rendere ruotanti i piloni subalari in sincrono con la rotazione delle ali, ma sappiamo bene che di solito i modellisti non apprezzano molto queste giocattolosità. Per altro per permettere la rotazioni delle ali andrebbero monatti i flaps e gli slats in posizione retratta cosa che anche questa nessun modellista gradirebbe.

Una prerogativa esclusiva del kit Tornado Revell è la riproduzione completa del condotto delle prese d'aria dei reattori. Il tutto deve essere inserito dentro alla pancia del velivolo subito sotto al cassone alare.

A questo punto, direte Voi: "Abbiamo trovato il Tornado definitivo, bello, corretto ed in puro stato high end". Sicuramente si, non appena riusciamo a metterlo insieme. Difatti la Revell non si smentisce neanche in questa sua realizzazione dato che pur di avere dettaglio di superficie nitido ed uniforme su tutte le facce della fusoliera ha scomposto il modello in maniera eccessiva e cervellotica rendendo assai complesso il montaggio dello stesso.

Gli stampisti tedeschi hanno realizzato tutta la pancia della fusoliera in un unico pezzo piatto che corre dall'attacco del radome fino agli scarichi dei reattori. La zona anteriore della fusoliera comprende le parti latero superiori della carlinga nella zona dell'abitacolo.

Abbiamo provato un montaggio a secco e questo è quello che succede nella zona inferiore della carlinga. Un montaggio accorto e da modellista di provata esperienza potrà ridurre l'uso dello stucco ma non credo sara possibile avitare di stuccare e carteggiare abbondantemente.

Come già scritto la stampa della plastica è fondamentalmente di buona qualità senza grossi ritiri o sbavature ma nel kit che ho acquistato la bocca della presa d'aria alla base della deriva presentava una bruttissima discontinuità del bordo d'entrata dovuta ad una inezione non corretta della plastica nello stampo (difettucci della manifattura cinese).

L'assemblaggio della parte centroposteriore della carlinga risulta ancora più difficoltosa a causa della scomposizione in ben 4 parti. Dfiatti al pianale andranno fissati i condotti delle prese d'aria che rimarranno all'interno, ed all'esterno fodereremo i condotti con le due fiancate laterali sui quali poi andrà fissata anche la parte superiore una volta inseriti i vani aerofreni.

L'apoteosi avviene sopra le prese d'aria dove a parte le pareti della presa, da fissare a tutto il ben di Dio che abbiamo già incollato, andrà poi fatta combaciare con la parte superiore che vediamo in foto.

Un mancato allineamento di una di queste parti sballerebbe tutto l'assemblaggio con un fiorire di fessure d'appertutto. Per cui richiedasi esperirenza e tante prove a secco per mettere insieme questo tornado.

Anche dove sinceramente di una complicazione del genere non c'è n'era necessità in Revell, in una istreria di di scomposizioni impossibili, anche i dielettrici della deriva sono stati realizzati come un pezzo separato passante in mezzo alle semiderive.

 

Il raffronto delle fusoliere Italeri con quelle del Tornado Revell evidenzia corrispondenza di linee e forme con miglior dettaglio a favore del kit tedesco.

Stampata A. Presenta le parti per le ali, la vasca bitacolo con i pannelli strumenti in ottimo rilievo, i vani aerofreni ed gli aerofreni dettagliati molto bene. Si notano anche i fianchi della fusoliera della zona cassone alare motori.

Stampata B. Ospita le due semiderive ventole del primo stadio delle turbine e scarichi, inversori di spinta, carrelli centrali e parti mobili dei flaps.

Stampata C. Ospita i condotti delle prese d'aria, le parti laterali dell'imbocco delle prese d'aria, parte superiore della fusoliera, slats e sistema Fowler degli ipersostentatori dei flaps.

Stampata D. Disponibile in 2 esemplari ed ospita tanks subalari con rotaie sidewinder, ruote carrello centrale, pods ECM Boz ugelli di scarico. un pò approssimativi i sidewinder ed il cerchione delle ruote del carrello centrale.

Stampata E. Presente in due esemplari ospita i seggiolini ed i ruotini anteriori.

Stampata F. Ospita i trasparenti del canopy e lucine varie. Il tutto molto limpido e sottile.

 Stampata G. Ospita il Recce Pod ed il pod ECM utilizzato dagli esemplari della marina tedesca

Stampata J. Ospita i Tailleron, il cono del radome ed alcuni portelli.

Stampata K. Ospita le carenature del perno di rotazione alare. Prerogativa del kit Revell è la possibilità di montare aperte le alule presenti sul bordo da'ttacco di queste sporgenze

Stampata L. Ospita Il pezzo unico che riproduce la spina che raccorda il canopy con la deriva che è parte unica con il dorso delle prese d'aria.

Stampata N. Ospita i piloni attacchi carichi sia ventrali che subalari ed i dielettrici della detriva.

Stampata T. Ospita il pianale ventre del velivolo, la parte anteriore della carlinga, gli scarichi con le cofanature, il timone della deriva il pod ECM per la versione inglese ed i piloni subalari esterni. In questa stampata è presente anche la sonda per il rifornimento. Una mancanza del kit Revel è la presenza della sonda rifornimento soltanto in posizione retratta chiusa. Non è conemplata la possibilità di metterla in posizione estratta.

Proprio la sonda per il rifornimento in volo è uno di quei dettagli (pochi, esattamente solo 3 insieme ai cerchioni del carrello centrale ed i Sidewinder) che non convingono appieno di questo kit. La parte posteriore della tubazione sembra un tantino troppo sottile, magari qualche sonda di scarto di qualche vecchio Italeri può ancora tornarci utile. Per il dettaglio dei particolari potrete studiare le tante fotografie che sono inserite in fondo all'articolo. Il nostro giudizio su questo kit è assolutamente positivo ma sopratutto in un'epoca in cui molti prodotti cinesi, con seri errori di forma e decals quasi inutilizzabili, ci vengono spacciati a prezzi sempre introno ai 50 euro, vedere un bel kit come questo venduto a 35 euro in negozio in italia ed a 25 sul mercato tedesco non può che far piacere. I produttori concorrenti è bene che in un periodo di crollo del mercato come questo che stiamo vivendo, debbano pensare seriamente a rivedere le proprie politiche commerciali. Una raccomandazione finale che mi sento di fare è consigliare l'acquisto a modellisti smaliziati e d'esperienza data la difficoltà di montaggio. Insomma non lo consiglio ai neofiti come primo modello da montare.

Buon Modellismo Silvio Pietropaolo

 

Stampa