Alfa Romeo "Matta" - P.S. - Reparto Celere di Cagliari Anni 60 da kit Zetakit scala 1/35

ar.51Come anticipato in sede di recensione, il bel kit della Alfa Romeo Matta in scala 1/35, realizzato in stampa 3D, è passato subito alla fase della costruzione: eccolo quindi con la livrea rosso amranto usata negli anni cinquanta dalla Pubblica Sicurezza e con le insegne di un veicolo della "Celere" di Cagliari

Modello,testo e foto di Gabriele Luciani 

La Alfa Romeo è famosa per i tanti suoi modelli di auto che a volte hanno anche inciso nella storia e nel costume della società italiana . Molto meno noti sono i veicoli destinati all’uso militare prodotti dalla casa del Biscione che, ad esempio, fornì alle FF.AA. italiane già durante la seconda guerra mondiale l’autocarro pesante “500”. Un po’ differente la situazione della piccola Alfa Romeo “Matta”, conosciuta ancora oggi da tanti appassionati di automobilismo e dai collezionisti di auto d’epoca, una vetturetta a trazione integrale con la quale la casa automobilistica milanese partecipò alla gara indetta nel 1951 dall’Esercito Italiano per la sostituzione della Willis Jeep che erano state cedute al Regio Esercito dagli USA nel corso del 1944 o recuperate dopo la seconda guerra mondiale dai campi ARAR sparsi sulla penisola italiana. La gara fu poi vinta dal modello presentato dalla FIAT, scelta più che altro per motivazioni economiche, ed il migliaio di esemplari realizzati della A.R. “Matta” furono comunque acquistati non solo dall’E.I. ma anche dalla Pubblica Sicurezza e da altri enti statali nazionali.

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Da pochi mesi questa storica 4x4 della Alfa Romeo è stata mirabilmente riprodotta in scala 1/35 dalla Zetakit con un pregevole modello realizzato in stampa 3D a fotosinterizzazione che dopo essere stato recensito da Silvio Pietropaolo al link http://www.modellismosalento.it/it/recensioni/recensioni-kits/1050-abbiamo-rotto-la-scatola-dell-alfa-romeo-ar-51-matta-scala-1-35-da-zetakit-beta-version.html , è passata nelle mie mani per il suo assemblaggio.

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Devo dire che le lusinghiere impressioni   di Silvio hanno trovato da parte mia nel corso del montaggio una piena ed entusiasmante conferma…I pezzi sono tutti pronti per essere uniti senza necessità di essere distaccati da residui della colata della stampa 3d, e questo è un bene perché ripulire alcune parti filiformi del kit sarebbe stato un po’ rischioso : solo sulla parte posteriore del corpo vettura vanno eliminati i piccoli residui delle canalette di stampa usando con attenzione un coltellino per modellismo. Come sempre, quando si lavora su modelli in resina, ribadisco l'avvertenza di usare un paio di guanti di lattice ed una mascherina per le vie respiratorie, per la protezione rispettivamente della pelle e delle vie respiratorie; si deve sempre operare in ambienti ben ventilati quando si usano carte abrasive sulle parti in resina. Inoltre vanno seguite scrupolosamente le indicazioni fornite dai produttori di colla ciano acrilica che si dovrà usare nella costruzione di questo tipo di kits in 3 d..

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La prima operazione che ho effettuato è stata quella di passare delicatamente e su tutte le parti della carrozzeria una mano di carta abrasiva a grana finissima (1200) per eliminare completamente le tracce, ovvero le zigrinature in questo caso sia pure leggerissime, della stampa 3D: queste tracce erano quasi impalpabili al tatto ma ho ritenuto che se lasciate inalterate, sarebbero diventate poi molto evidenti con la verniciatura.

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Due sono i pezzi più grossi del kit: la carrozzeria  della vettura (ed è notevole vedere come in fase di stampa la Zetakit sia riuscita a riprodurre adeguatamente gli spazi per le gambe del conducente e del capo macchina alla sua destra) e il telaio inferiore, la cui unione in pratica costituisce l’80% della costruzione del modello. L’inserimento sotto la carrozzeria della vettura del pezzo che raffigura il telaio è già molto buono ma ho preferito renderlo più agevole allargando i quatto fori degli scassi di riferimento presenti sulla parte inferiore della carrozzeria dove vanno inseriti gli spinotti del telaio : si tratta pur sempre di pezzi in resina e forzarli non è molto opportuno.

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Aiutato dai precisi fori di riferimento sulla carrozzeria , ho montato i vari corrimani laterali e quello a destra del volante, oltre al telaio centrale di sostegno del telone che pensavo di riuscire a utilizzare anche avendo montato i suddetti corrimani e il traliccio di sostegno: purtroppo, dopo aver fresato la parte interna e bassa del telone, mi sono reso conto che malgrado tale mia operazione non si può usare il telone una volta montati i vari corrimani e il telaio; credo però che finire il kit nella configurazione senza il telone sia la soluzione più interessante e che dà maggiore…slancio al modello ultimato.

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A questo punto mi sono fermato per dare su tutti i pezzi una mano di grigio chiaro stesa ad aerografo per vedere se erano rimaste ancora delle zigrinature della stampa; ho dato poi alcune velature di nero in diverse zone della carrozzeria per creare la rituale pre-ombreggiatura.

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Anche se si trattava di mezzi non impiegati per scopi militari, le AR Matta della P.S. non erano certo usate come una normale autovettura di un privato cittadino e quindi si può ritenere che lo stato delle loro carrozzerie non era proprio impeccabile: pertanto ho pensato di raffigurare un ragionevole degrado della vernice stendendo in modo non uniforme la vernice modellistica che riproduce il caratteristico rosso amaranto che la Pubblica Sicurezza aveva adottato per i suoi veicoli nel 1947 (cfr. Nicola Pignato, Storia Modellismo C 3, pag. 10; questo rosso amaranto fu mantenuto sino al 1960 quando fu sostituito da un colore verde oliva chiaro a sua volta cambiato nel 1976 dalla livrea bianca ed azzurra). Ho infatti deciso di riprodurre una A.R. Matta in carico negli anni cinquanta al reparto della Celere di stanza a Cagliari, uno dei soggetti del foglio decals del kit : per il rosso amaranto della P.S. faccio sempre riferimento a quanto scritto dal Prof. Nicola Pignato a pag. 116 del suo “Dalla Libia al Libano “ (Taranto: Edizione Scorpione,1994) , ovvero che tale colore corrisponde al F.S. 21136 leggermente scurito e che ho riprodotto con l’Humbrol 107 (oggi purtroppo non  più in catalogo) .

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Asciugato il rosso , ho dato sullo stesso una mano di trasparente lucido acrilico della Model Master; i cuscini delle panche e dei sedili anteriori li ho raffigurati in nero così come volante pedaliera e leveraggi vari. Le decals inerenti ottimamente targhe del mezzo , i rettangoli con le scritte Celere e Cagliari, hanno aderito in modo perfetto, anche quelle più piccole che raffigurano la strumentazione e il famosissimo logo della Alfa Romeo da posizionare poco sopra la griglia del radiatore. I pneumatici li ho riprodotti con un grigio medio e ho dato una leggera velatura di grigia chiaro sugli stessi pneumatici, sui cuscini e sulla parte bassa del mezzo per finire l’invecchiamento dello stesso.

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Per il parabrezza ho trovato molto buona la soluzione suggerita dalla Zetakit che ha riprodotto il vetro dello stesso parabrezza con un acetato pretagliato che si inserisce in una cornice davanti alla quale vanno uniti due quadrati che sigilleranno il tutto con un perfetto realismo finale, completato dai due tergicristalli, i loro motorini e dagli specchietti retrovisori, con gli stesi di questi ultimi proprio di una finezza spettacolare. Lo stesso parabrezza poi, si può inserire senza la necessità di incollarlo, potendo così lasciarlo libero di essere posizionato alzato o ripiegato sul cofano motore; lo stesso non si può fare con le due portiere che comunque si inseriscono senza nessun problema.

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L’unica fase della costruzione che mi ha creato qualche problema è stato l’allineamento delle quattro ruote: se lasciati come da scatola i pezzi che riproducono i semiassi, le ruote deborderebbero troppo rispetto alla carrozzeria ed ho ritenuto opportuno di limare i piatti sui quali vanno poste le quattro ruote.

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Anche i cuscini delle panchette posteriori e gli spinotti dei due seggiolini vanno un pochino limati per essere inseriti al meglio nei loro alloggiamenti, mentre il resto dei piccoli pezzi del kit si uniscono sul modello senza alcun problema, comprese anche le griglie di protezione dei fari anteriori (che successivamente saranno offerte riprodotte anche con foto incisioni) .

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Per facilitare l'inserimento delle due ruote di scorta ho fresato con un mini trapano le parti posteriori dei due rispettivi cerchioni.

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Con la riproduzione dei colori della fanaleria ho completato la costruzione di questo modello della Zetakit che anche se nella versione ancora di prova che è stata fornita al nostro sito, è veramente di un ottimo livello, tanto da far pensate alla stessa Zetakit come alla …Tamiya delle ditte che operano nel settore della stampa 3D” .

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Ultima nota inerente l'ambientazione fotografica: ho usato i cartoncini della   Noy’s Miniatures ovvero il set Airbase Tarmac Sheet –Modern Hangar set 1/48 #4826 che anche se inerenti la scala 1/48 hanno dato un ottimo sfondo per questo bel modello della Zetakit .

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Gabriele Luciani 

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